mercoledì 4 maggio 2011

2011, #3 - Fogli ritrovati. Pt.2

Forse avrei dovuto sorridere più spesso. Forse sarebbe bastata un po' di autostima in più. Forse adesso sarebbe tutto più semplice, più vivibile, più sopportabile, più tuttociòchetirendecontentosenzatroppedifficoltà. In sintesi, sarebbe tutto più facile, scontato e superficiale. Sarebbe stato così se solo lo avessi realmente voluto.
Un po' come quando sai qual è la cosa giusta da fare per stare meglio ma non la fai perché non è ciò che vuoi.
Un po' come quando passano alla radio una di quelle canzoni che ti ricordano qualcuno che ormai non senti da parecchio tempo e che ti fanno male, ma tu non la togli perché ti piace ascoltarla, magari anche canticchiarla.
La mia vita è una specie di "socosadevofaremainrealtànonmivadifarealcunché".
Respingo la felicità, dicono alcuni. Mi autoimpongo l'infelicità, dicono altri.
Il mio punto di vista? E' differente da quello di alcuni e da quello di altri.

lunedì 2 maggio 2011

2011, #2 - Fogli ritrovati.

Stupide idee. Frullano in testa come se nulla fosse.
Si prendono il loro spazio come se fossero state autorizzate a farlo. Invece no.
No. Nessuno ha detto "prego, accomodatevi". Nessuno ha sorriso come per dargli il benvenuto. Eppure sono qua.
Qua, a dire "sei sicura sia ciò che vuoi?". Sì, cazzo, sono sicura.
D'altronde qui cos'ho? Una casa, una famiglia, qualche amico, troppi conoscenti. Poi? Tutto qui?

Ehi ehi, fermati. Tutto qua?? Ti pare poco? Che pretendi di più??
Ehi! Tu sei l'idea stupida. Le domande le faccio io. Andarmene di qua è un'aspettativa. Non ho intenzione di ritrovarmi dietro la cassa o tra gli scaffali di un supermercato.
Aspiro a qualcosa di più, di più grande. Come scrivere.
Scrivere mi piace, viene spontaneo.

domenica 13 febbraio 2011

2011, #1 - A lui.

Ho il libro di letteratura davanti dalle 17.
Ogni 45 minuti ho fatto una pausa di 10/15 minuti.
Adesso sto rileggendo ciò che ho sottolineato. Roba già studiata in storia.
Prima di parlare di una corrente letteraria, bisogna esporre il periodo storico e tutto. Già.
Intanto penso a te. Della lezione capisco più o meno nulla.
Ogni due, tre parole penso ai momenti passati assieme.
Ogni tre righe mi diventano gli occhi lucidi. Mando giù il nodo alla gola e continuo a leggere. Non posso permettermi il lusso di fermarmi ancora e non ripassare letteratura: domani potrei essere interrogata.
Eppure penso a te. Non riesco a smettere.
Prima, per distrarmi un po', ho fatto un giro su internet. Ho letto il tuo nome, con un "ti amo" accanto.
Ovviamente, non eri proprio tu quel L. ma ho pensato a te. E ho provato rabbia e paura al solo pensiero che un'altra potesse amarti.
Oh sì, lo so che nessuna potrebbe amarti come e quanto ti amo io. Ma ho provato rabbia, e paura.
Più paura che rabbia. Come e quanto me non potrebbe amarti nessun altra. Ma se ti amasse meglio?
Non ti sento da meno di un'ora.
Ogni giorno che passa, il peso dei 700 km che ci separano va diventando sempre più grande. E ho paura di perderti.
Quand'è che staremo assieme costantemente?
Ho bisogno di te.
Ti amo.

sabato 4 dicembre 2010

2010, #5 ~ Negatività.

Negativo.
Negativo come un no.
Negativo come uno che pensa solo agli aspetti negativi di una cosa.
Negativo come la vita di un uomo che pensa solo alla morte.
Negativo come la vita di un uomo in guerra che vorrebbe tornare a casa e non può.
Negativo come l'umore di una donna che ha il proprio uomo in guerra.
Negativo come chi, andando a scuola, pensa che non ha studiato.
Negativo come chi, non avendo studiato, prova a cercare una scusa plausibile e non la trova.
Negativo come il tempo in questi giorni.
Negativo come il mio umore di due anni fa.
Negativo come il mio umore di tre anni fa.
Negativo come chi non riesce a vedere altro che il negativo assoluto.
Negativo come chi non riesce a vedere altro che il positivo assoluto.
Negativo come la risposta dei tuoi quando chiedi loro se puoi rientrare alle quattro del mattino.
Negativo come la risposta di un concorrente de I soliti ignoti.
Negativo come la risposta di un soldato al proprio sergente o capitano, non me ne intendo.
Negativo come il rap di Fibra.
Negativo come il rap che Nesli odia.
Negativo come l'opposto del modo di pensare di Jovanotti.
Negativo come il segno che può assumere l'infinito nei limiti.
Negativo come te.
Negativo come i negativi delle foto.
Negativo come un test di gravidanza.

lunedì 22 novembre 2010

2010, #4 ~ 22 novembre.

Il cliente da Lei chiamato è al momento irraggiungibile.
Quando diciamo "irraggiungibile", intendiamo proprio irraggiungibile.
Ha capito bene: periodo n o, spiacente.
Il problema dell'utente è che ha smesso di riporre fiducia in sé.
La preghiamo di richiamare in un altro momento.
Magari tra un giorno, tra una settimana, o tra un mese.
Dai, se tutto va bene, tra un anno.
­Le auguriamo una felice giornata, dal momento che la nostra utente non ne vuole proprio sapere di felicità momentaneamente.
Arrivederci.



Quando la linea della vita risulta occupata -cit. JD.